Tutto ciò che riguarda la precisione di una conversione si decide prima del caricamento. Il modello legge quello che c’è nella foto; non può recuperare una mossa mangiata da un’ombra o tagliata a metà da una piega. Questa pagina parla del lato ingresso: che cosa rende una foto convertibile e come capire in cinque secondi se conviene rifarla.
Le quattro cose che decidono
Luce uniforme. La luce del giorno vicino a una finestra batte qualunque lampada. L’errore preciso da evitare è la tua ombra: chinarsi sul foglio con il telefono mette una fascia scura proprio sulle colonne che contano. Mettiti di lato rispetto alla luce, non fra la luce e la carta. Il flash è peggio di niente: brucia un disco bianco al centro del foglio.
Piatto. Un formulario che ha passato il pomeriggio piegato in tasca ha pieghe che attraversano le colonne delle mosse, e una piega spezza i tratti di una lettera. Schiaccialo un minuto sotto due libri. Una piega ostinata va ripiegata al contrario.
Frontale. Tieni il telefono parallelo alla carta, non inclinato sul tavolo. Uno scatto inclinato comprime il lato lontano del foglio, e nelle righe compresse l’allineamento delle colonne comincia a slittare: la mossa del Bianco finisce nella colonna del Nero.
Riempire l’inquadratura. Tutti e quattro gli angoli dentro i bordi, e nient’altro. Il tavolo attorno al foglio è risoluzione sprecata: ogni pixel speso sulle venature del legno è un pixel non speso su una lettera.
